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Bisogna
pensare allo smaltimento dei rifiuti come all'inizio di un nuovo ciclo di vita dei materiali. Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani si è a lungo tradotto con l'ammassamento, in discariche più o meno grandi, poste nelle immediate vicinanze dei centri urbani di cui erano a servizio, sopportate malvolentieri dagli abitanti locali, ma strettamente necessarie in mancanza di un serio piano alternativo di smaltimento. L'espandersi delle zone urbanizzate contestualmente all'esaurimento di aree deputate all'espletamento della funzione discarica (ma anche la maggiore attenzione che si è creata nei confronti dell'ambiente) ha portato all'impossibilità oggettiva di proseguire su questa strada costringendo a cercare nuove vie da percorrere. Con il Decreto legislativo n. 22 del 05.02.97 è stato introdotto nella legislazione italiana il processo integrato di gestione dei rifiuti quale strategia necessaria e opportuna per un impatto ambientale sostenibile dei rifiuti. Tale strategia ha mutato sostanzialmente l’atteggiamento rispetto al rifiuto, non più visto come qualcosa di cui disfarsi, ma come una risorsa da gestire in relazione alla possibilità di recuperare da esso materiali riutilizzabili ed energia.
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